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apt e' un frontend per dpkg.
Quindi:
#dpkg -l
# vim /etc/apt/source.list
dai un occhio su www.apt-get.org per sapere quali repository sono
disponibili
Per riportare tutti i pacchetti ad
un livello inferiore ("stable"), è necessario modificare
/etc/apt/preferences come segue:
Package: *
Pin: release a=stable
Pin-Priority: 1001
ed eseguire "apt-get upgrade", che forzerà i pacchetti al
livello inferiore, in virtù di Pin-priority > 1000.
io ho semplicemente sostituito a
stable unstable nel sources.list,
oppure testing, e poi :
#apt-get update
#apt-get dist-upgrade
E'
possibile creare un sistema misto ad esempio stable/testing o
testing/unstable semplicemente agiungendo nel file /etc/apt/apt.conf la
riga:
APT::Default-Release "testing";
(dove testing è la versione da tenere come "base". Mettete
la versione che usate correntemente.)
Aggiungete poi nel file /etc/apt/sources.list un nuovo archivio per i
pacchetti binari.
es:
deb ftp://debian.nettuno.it/debian/ unstable main
Poi per installare i pacchetti si darà un:
apt-get -t unstable install nomepacchetto
Utilizza netselect, netselect-apt
vedi:
http://www.debian.org/doc/manuals/apt-howto/ch-basico.it.html#s-netselect
per il parametro MTU...lo puoi
modificare semplicemente aggiungendo la riga
mtu 1472 //questa è quella che uso io
al file /etc/network/interfaces
Basta modificate (da root) il file
/etc/inittab.
Sostituendo a
id:5:initdefault:
il livello in cui non parte la shell testuale (di solito il 3):
id:3:initdefault:
se ciò non dovesse bastare, guarda nella cartella
/etc/rc3.d/
e rimuovi i collegamenti a kdm, gdm, xdm o il session manager che
utilizzi di solito!
dpkg-reconfigure locales
seleziona it_IT@euro se vuoi il simbolo dell'euro oppure it_IT per la
versione normale
dpkg-reconfigure console-common
seleziona architettura qwerty e layout it standard se vuoi anche il
simbolo
dell'euro puoi leggere l'euro-howto di debian (ma non è
molto preciso)
installa il pacchetto
euro-support
e poi esegui
#euro-test
che installa l'euro in automatico sia in console che in terminale
Ciao!
Quel "Linux Old" ti permette di richiamare il kernel che avevi
installato precedentemente!
E' molto utile, soprattutto quando il kernel che hai installato non
funziona...
Non e' consigliato rimuoverlo ma, se vuoi, e' sufficiente rimuoverlo da
lilo (o grub) modificando il file di configurazione...
Nel caso di lilo, ricordati di aggiornarlo dando il comando:
# lilo -v
utilizza
install-keymap
tune2fs
-j per passare da ext2 a ext3
-J per modificare alcune opzioni del file giornale (mai usato)
-c e -i per modificare le opzioni di check forzato del fs
man tune2fs per tutto il resto
Si deve modificare il file /etc/fstab e modificare il tipo di
filesystem da ext2 a ext3 sugli HD che si è convertiti
"/etc/modules" contiene solo i
moduli da caricare all'avvio, che viene aggiornato da
modconf, e il cui editing manuale e' comunque autoesplicativo (oppure
lasci
fare a modconf). ti dico il poco che ho capito io dopo un po di
smanettamenti:
modules.conf non contiene i moduli da caricare all'avvio, ma gli alias
e le
opzioni di tutti gli altri moduli. lo modifica comunque modconf in modo
automatico, e non mi risulta che venga toccato in nessuna fase della
ricompilazione del kernel.
riguardo a modconf: con questa (a mio avviso splendida) utility, tu
carichi i
moduli a mano (e questi moduli caricati da te premendo invio vengono
anche
inseriti in /etc/modules cosi partono all'avvio), passi i parametri ai
moduli
in un batter di ciglio senza saper ne leggere ne scrivere, vedi anche
che
moduli sono caricati (hanno la +). tra i moduli con la + ci saranno
probabilmente moduli che non hai caricato tu a mano, ma che si sono
caricati da
soli per via di dipendenze, o Kernel Module Loader
altra cosa, ci sono moduli che:
1: vengono caricati in modo del tutto automatico dal kernel, tipo
quelli dei
vari filesystem, caricati automaticamente dal kml quando viene montato
un
filesystem e poi smontati. quindi non devono essere caricati all'avvio
2: vengono caricati automaticamente perche da loro dipendono altri
moduli
magari caricati all'avvio o a mano, in questo caso dovrebbe essere
modprobe a
caricare i moduli nella giusta sequenza e con tutte le dipendenze,
quindi non
devono essere caricati all'avvio
3: non vengono caricati automaticamente, ma possono vengono gestiti da
qualche
demone o altro che si arrangia. un esempio che mi viene in mente sono i
moduli
per l'usb tipo uhci o hid. per alcune di queste categorie ci sono
demoni che si
dovrebbero occupare del caricamento (e a volte della rimozione)
automatica del
modulo quando serve, mi vengono in mente 2 esempi, murasaki e hotplug,
ma non
li ho mai provati molto
4: non vengono caricati automaticamente e non esiste un demone o
qualcosa che
li carichi automaticamente quando servono, e mi vengono in mente i
driver per i
controller scsi, e anche ide-scsi.
se scrivi:
# hostname -f
e ti ritorna: (none)
allora devi lanciare:
hostname localhost.localdomain
se anche questo ti genera un errore, allora devi creare ed attivare il
loopback
guarda in /etc/network/interfaces ed aggiungi le segunti se non ci sono
auto lo
iface lo inet loopback
per attivare il loopback:
# ifup lo
Devi utilizzare il comnado mount
specificando la partizione ed il mount point, oltre al tipo di
partizione.
#mount -t vfat /dev/hda1 /mnt/windows
Se vuoi rendere "permanente" questa partizione devi modificare il file
/etc/fstab ed aggiungere una riga come la seguente:
/dev/hda1 /mnt/windows vfat rw,users,noauto 0 0
Ecco il significato di alcun opzioni usate:
- noauto per non montare il dispositivo (ad esempio un cdrom) al boot
ma per rendere immediato il mount con mount /mountpoint oppure mount
/dev/device,
- users per permettere a ogni utente di montare o smontare un
dispositivo
- user per permettere a ogni utente di montare (ma non smontare) un
dispositivo (può smontarlo solo chi lo ha montato)
In tutto ci sono sei 'runlevel'
utilizzati in questo modo:
0 = halt.
1 = single-user.
2-5 = multi-user.
6 = reboot.
Quelli dal 2 al 5 si possono personalizzare: per esempio se ne
può
costruire uno con tutti i servizi attivi tranne la rete, uno senza
server X, ecc.
La directory "/etc/init.d" contiene tutti gli script di avvio/arresto
dei vari servizi. Sono script di shell che accettano come parametro uno
"start" oppure uno "stop", a volte un "restart". A quelli
già presenti
se ne possono aggiungere altri in caso di necessità
particolari.
Le directory "/etc/rc0.d", "/etc/rc1.d", ecc., contengono le
informazioni su quali servizi vanno attivati per ogni runlvel. In esse
si trovano un certo numero di link simbolici agli script della
directory menzionata in precedenza, "/etc/init.d", costruiti secondo
questo schema:
[S|K] Numero Nome
Ad esempio "K81nfs-common" oppure "S10portmap". La lettera S sta per
"start" e indica che si vuole che il servizio venga avviato in quel
runlevel, la lettera K sta per "kill" e inidica l'opposto. Il numero
serve ad eseguire gli script di avvio e arresto secondo la sequenza
opportuna.
Quando si passa al runlevel X uno script si occupa di leggere
l'opportuna directory "rcX.d" e di eseguire l'arresto o l'avvio dei
vari servizi così come indicato e nell'ordine stabilito;
questo script
è "/etc/init.d/rc"
In definitiva: si è liberi di utilizzare i runlevel da 2 a 5
come si
crede e la personalizzazione si può eseguire a mano, creano
i link
simbolici, oppure con uno dei tanti programmi che se ne occupano in
modo quasi automatico.
Per ulteriori informazioni: `man init`, `man inittab`.
Dopo aver controllato i runlevel,
(vedi FAQ runlevel) se non trovi nulla di interessante
in /etc/rcX.d controlla anche se per caso esiste una linea di
/etc/inittab del tipo
x:2345:respawn:/usr/bin/X11/xdm -nodaemon
Nota: la linea potrebbe essere scritta differentemente, ma
il secondo campo contiene un 2 e l'ultimo campo xdm, kdm, gdm o altro
display manager di X, oppure prefdm.
In quel caso è il processo init che si occupa di rilanciare
[x|k|g|pref]dm ogniqualvolta trova che non è attivo e che il
sistema è a runlevel 2 (o 3, 4, o 5).
se
vuoi eliminare i kernel vecchi è sufficiente usare apt-get
per
rimuoverli, così rimuove tutto: kernel, configurazioni,
moduli, ...
se ti serve spazio puoi:
1) eliminare la cache non più usata (ti elimina i deb non
installati,
ma presenti in cache, quindi se hai fatto un update, ma non l'upgrade
corrispondente ti elimina tutto quello che hai appena scaricato)
# apt-get clean
2) eliminare i pacchetti orfani (dipendenze non più usate)
# apt-get install deborphan
elenchi gli orfani e poi li rimuovi con apt-get
ATTENZIONE: se hai installato qualcosa non con i .deb rimuovendo gli
orfani potrebbe non funzionare più. Infatti gli orfani sono
i pacchetti
che dipendono da altri, ma questi altri non sono installati da .deb
# deborphan
3) eliminare i linguaggi (traduzioni) che non ti interessano (ti
consiglio caldamente di tenerti anche inglese/americano,
perché non
tutto è tradotto in italiano)
# apt-get install localepurge
4) usare logrotate per tutti i tuoi log ed abilitare la compressione
# apt-get install logrotate
per vedere quanto stai occupando ora su disco
# du /var/log
Se ti configuri ed installi un firewall i log potrebbero crescere molto
più lentamente (ti elimina molti tentativi di intrusione),
però il
firewall potrebbe intasarti i log con i tentativi bloccati di
intrusione :-( ... a questo volendo puoi porre rimedio buttando tutti i
log del firewall su /dev/null
5) eliminare le configurazioni di programmi disinstallati
ATTENZIONE: questo lo esegui a tuo rischio e pericolo, non mi assumo
nessuna responsabilità
dpkg -P $(COLUMNS=200 dpkg -l | grep ^rc | awk '{print $2}')
6) per vedere quali sono le directory che occupano più spazio
# du -m / 2> /dev/null | sort -rn | head
In debian l'accesso ai cd
è dato al gruppo cdrom, per cui basta
aggiungere l'utente a quel gruppo